La storia 
Pianta piano secondo
Le risorse naturali. Il ferro degli Etruschi

La visita del MAGMA prosegue al Piano Secondo, con la sezione dedicata all’approfondimento storico. L’esposizione prende in esame le risorse del territorio follonichese e il sistema dei flussi di energia, materie prime, uomini e tecnologie che caratterizza lo stabilimento.
Il successo di una struttura industriale si può comprendere solo attraverso il complesso sistema di relazioni che la legano al suo territorio. Perché Follonica, pur trovandosi in un territorio malsano e spopolato, diviene, fin dal secolo XVI, un nucleo siderurgico di primaria importanza?
Prima di tutto per la sua strategica vicinanza alle preziose miniere di ematite dell’Isola d’Elba. In secondo luogo per la ricchezza dei boschi che circondano il golfo. Quindi per la presenza di corsi d’acqua capaci di fornire il flusso di energia indispensabile al funzionamento delle fonderie.
Di questi vantaggi ubicazionali si accorsero già gli Etruschi. Perciò l’esposizione apre una finestra sui ritrovamenti etruschi di Rondelli e Val Petraia, che testimoniano quale fosse nel VI secolo l’attività di fusione in questa terra.
La sezione archeologica inquadra la siderurgia etrusca e il ruolo centrale che il Golfo di Follonica ebbe per questa civiltà. Attraverso il diorama dei forni di Rondelli ricostruisce inoltre le antiche tecniche di lavorazione del ferro elbano.


Le risorse umane. Il sistema dei flussi. La ghisa nel mondo

La ricostruzione storica del sistema siderurgico follonichese prosegue con il racconto delle risorse umane. Il flusso di uomini che nell’800 investe questa parte della Maremma, infatti, risulta fondamentale per lo sviluppo dello stabilimento.
Le principali migrazioni provengono dall’Appennino Tosco-Emiliano, in particolare dalla Montagna Pistoiese: un vero e proprio serbatoio di uomini per le desolate piane maremmane.
Arrivano da lì soprattutto i carbonai, che fanno di Follonica una succursale di Pistoia in pianura. Flussi migratori più ridotti si verificano dalle Prealpi lombarde e dal Bergamasco: tutte zone di lavorazione del ferro.
Segue la sezione dedicata sistema dei flussi: come in un’importante stazione ferroviaria, arrivi e partenze di materie prime, semilavorati e tecnologie fanno di Follonica uno snodo strategico dell’industria del ferro.
In particolare le fonderie sono al centro del sistema del ferro elbano, ossia dei nuclei siderurgici riforniti dall’ematite dell’isola d’Elba: dalla Francia fino al Regno delle Due Sicilie.
Fondamentale anche il flusso tecnologico, come dimostra il viaggio di Louis Morel del 1820, inviato dal Granduca nei territori austriaci alla ricerca di innovazioni tecniche per migliorare le produzioni in ghisa.
A completare l’excursus storico, un veloce tragitto in treno con vista su alcuni tra i più significativi esempi di architettura in ghisa nel mondo, che dimostrano la precocità dell’esperienza di Follonica.
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